Chiara Fazzari

Chiara Fazzari: cooperativa sociale Sciabaca, partecipa al panel sulla “visione”

 

Chiara Fazzari è Assistente sociale e Mediatore Penale e Culturale, presidente di SCIABACA Società Cooperativa Sociale. Nel 2011 ha conseguito una laurea triennale presso l’Università degli Studi di Messina in Servizio Sociale (L 6) con votazione di 100/110. Nel 2015 ha conseguito la laurea magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali d’Area Mediterranea (LM 87) con votazione 105/110 e nel 2017 un Master di primo livello (MAMED) in Mediazione Penale e Culturale c/o l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria con votazione 110/110.

Da aprile 2017 è presidente della neo costituita SCIABACA Società Cooperativa Sociale iscritta al registro delle imprese nella sezione speciale delle Starup Innovative

SCIABACA nasce grazie al bando CoopStartup Calabria “Ricomincio da T(r)e”, iniziativa promossa da Legacoop Calabria e Coopfond con la partecipazione della Regione Calabria. Il progetto prevedeva un percorso di formazione, tutoraggio, accompagnamento, incubazione e accelerazione di nuove imprese cooperative, cui i soci fondatori di SCIABACA hanno partecipato con il Progetto WEWETE, risultato poi fra i 7 vincitori del bando (168 progetti presentati; 86 ammessi; 25 selezionati per l’accompagnamento pre startup, 16 business plan presentati, 7 vincenti).

 

Attualmente SCIABACA porta avanti prioritariamente il progetto WEWETE che è prossimo allo sviluppo del suo prototipo ed ha già in cantiere altri progetti innovativi, sta avviando progetti mirati alla valorizzazione della cultura locale e degli antichi mestieri e, in ultimo, intende dare il suo contributo nel settore dell’immigrazione. WEWETE – in lingua maori “slegarsi” – è uno strumento di prevenzione delle dipendenze fra i giovani che utilizza il paradigma della gamification e dello sharing di obiettivi di gruppo. Il modello di intervento progettato è stato pensato (e dunque può essere efficace) per il solo ambito della prevenzione e sensibilizzazione verso le tematiche delle dipendenze, non ha scopo terapeutico né di cura.

 

La soluzione proposta introduce l’elemento tecnologico: un’App per mezzo della quale diventa possibile non escludere ma includere e valorizzare la rete di riferimento del soggetto a rischio nel processo di responsabilizzazione verso il consumo sano. Il modello si ispira alla “Peer Education”. L’App ha il vantaggio di abbattere il problema del rifiuto di una interazione “face to face” che caratterizza in genere i giovani, ancor di più nei casi di dipendenza. L’Applicazione punta alla promozione di una rete di supporto e di controllo che funziona sia on line che off line prevedendo anche una interazione reale e non solo virtuale, oltre ad includere, negli sviluppi futuri, l’utilizzo della tecnologia di augmented reality

 

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